Spiaggia Romea: una piccola Camargue affacciata sull’Adriatico

Siamo andati a visitare la struttura Spiaggia Romea, tra il mare e la meravigliosa cornice del Delta del Po...

tourservice italia spiaggia romea

Ti piacerebbe che i tuoi figli scoprissero il fascino della Camargue senza necessariamente partire per la Francia?

Abbiamo il summer camp che fa per loro: un villaggio turistico nel Parco del Delta del Po, tra il verde e la spiaggia. Una proposta piena di attività, dedicata ai ragazzi tra i sette e i quattordici anni.

Corinne, Mariangela e Alice, le nostre esperte delle proposte Italia, hanno visitato questi luoghi e il responso è stato super positivo.

“Questa vacanza consente una vera e propria immersione nella natura”, spiega Corinne. “La struttura è enorme e comprende pineta, spiaggia e verde a perdita d’occhio”

I lidi ferraresi sono il polmone verde dell’Emilia Romagna e offrono un ecosistema unico come quello del Delta del Po. Il luogo ideale per gli appassionati di ecoturismo che non vogliono farsi mancare le nuotate nell’Adriatico.

Il Club Village Spiaggia Romea, in particolare, è un villaggio turistico circondato dalla riserva naturale. Attraversando una bella pineta, si giunge alla spiaggia privata: una lunga distesa di sabbia, con acque basse e tranquille, dove si possono fare sport e attività in completa sicurezza.

Spiaggia Romea è stata scelta per una proposta di vacanza incentrata sullo sport. E che sport.

“Le strutture sportive sono tantissime e il programma è molto ricco. Ogni giorno vengono praticate attività con istruttore, tra piscine, impianti, spiaggia e persino lago”, conferma Mariangela.

Il villaggio ospita infatti molti impianti sportivi come tre piscine, due campi da tennis, un campo da calcio a 9 e un campo a 5, un campo da footgolf a 18 buche, due campi regolari da beach soccer, quattro campi da beach volley, un campo da beach tennis, cinque campi da basket…Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Tra le attività proposte ci sono escursioni naturalistiche in bici, orientireeng, attività di vela al lago, visita a una fattoria didattica, picnic, e un’esperienza a cavallo, che abbiamo chiamato “Il battesimo della sella”.

summer camp lido delle nazioni
summer camp alto adriatico
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Una chicca della vacanza?

“Durante la visita abbiamo mangiato molto bene”, raccontano le nostre esperte. “La cucina è interna e c’è ogni giorno una buona varietà di portate tra cui scegliere. Fondamentale per il benessere dei ragazzi, impegnati ogni giorno in sport e attività”

Se ai tuoi figli piace l’avventura e il verde, questo è davvero il posto giusto.

pineta summer camp

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I summer camp ti fanno crescere, parola di Paolo

"Dire che i summer camp ti cambiano in meglio è riduttivo. L’impatto sulla mia vita è stato enorme."

Per un bambino o un ragazzo, il primo viaggio da solo è un’esperienza davvero molto importante. Lo vediamo nei loro occhi quando li incontriamo per la prima volta in aeroporto, in stazione o direttamente in loco: alcuni arrivano timorosi e silenziosi, altri un po’ più spigliati, ma nel giro di qualche ora tutti si sciolgono.E  tornano a casa con qualcosa in più: nuovi amici, nuove competenze, ma soprattutto una nuova consapevolezza di sé. Un summer camp è un passo fondamentale verso l’autonomia. Sono solo due settimane ma sono amplificate rispetto a un’esperienza non residenziale. E i genitori a casa lo confermano: “è cresciuto tantissimo”; “non fa che parlare del summer camp” sono i commenti più diffusi.

Oggi però ci siamo fatti una domanda di più ampio respiro: che cosa resta dei summer camp, quando i mesi passano e la routine torna a fare da padrona?

Lo abbiamo chiesto a Paolo, che è stato tre volte ospite dei summer camp Tourservice, e che oggi è un brillante universitario.

Paolo, quali esperienze di vacanza studio hai fatto con Tourservice?

Sono stato a Londra nel 2018, quando avevo quattordici anni appena compiuti. Nel 2021 ho scelto una vacanza in Italia, in montagna, perché le restrizioni legate alla pandemia comportavano delle condizioni di viaggio particolari. Infine, dopo la maturità, ho scelto New York.

Oggi che sei un universitario e vivi da solo, che cosa ti resta dei tuoi primi viaggi studio?

Dire che quelle esperienze ti cambiano in meglio, è riduttivo. L’impatto sulla vita di un ragazzo è enorme. Ho imparato a conoscere me stesso fuori dalla mia comfort zone.

Ti basti pensare che la prima volta sono partito con tre ragazzi della mia città, la seconda volta conoscevo solo una persona, la terza sono partito da solo. E mi sono accorto che quando parti da solo vai davvero alla scoperta di te stesso, e ti leghi molto di più alle persone che incontri, alle loro storie.

Da un lato, essendo un viaggio organizzato, sono sempre stato accompagnato e al sicuro, però ho dovuto fare i conti con i lati positivi e negativi del mio carattere, quelli che magari non vedi quando sei immerso nella routine fatta di scuola e di amici a cui sei abituato. 

E oggi?

E oggi sono un ragazzo del sud che vive a Milano da solo.

Prima di partire, com’è avvenuto il confronto in famiglia?

Ho la fortuna di aver sempre potuto contare su un confronto bidirezionale, in famiglia, e inoltre ero già partito diverse volte con gli scout. Ma naturalmente da parte loro non è mancata la preoccupazione: del resto sono partito per Londra a quattordici anni appena compiuti.

Soprattutto durante l’esperienza a New York ho conosciuto ragazzi che per fare quel viaggio hanno dovuto battere i pugni a casa. Il consiglio che do a genitori e ragazzi è quello di ascoltarsi reciprocamente. L’esigenza di viaggiare per un ragazzo è importante, serve per uscire dagli schemi della quotidianità.È normale che da parte dei genitori ci sia paura e stress: se i miei non si fossero fidati di Tourservice non sarei partito tre volte con voi.

Ma alla fine credo che non ci sia cosa più bella per un genitore che vedere un figlio che sta facendo quello che realmente vuole fare.

Che cosa ne pensi dei corsi di inglese che hai frequentato in questi anni durante le vacanze studio?

La cosa che lasciano questi corsi è l’approccio anglosassone all’insegnamento. L’inglese non viene affrontato come nella scuola italiana, in maniera frontale. In questi corsi ci sono lezioni interattive, che si basano sullo scambio, sulla conversazione, sul confronto di idee. Il corso ti distrae dalla routine scolastica, dal libro, dal banco, e ti lega a un approccio più umano, più naturale. Non si studia la regoletta ma ci si cimenta nella comunicazione.È vero che non sempre le classi sono internazionali, però gli insegnanti ti spingono a parlare in inglese anche con i tuoi amici italiani, e sei costretto a rompere il ghiaccio, non è cosa da poco. Lo stesso quando vai in giro per escursioni e devi chiedere informazioni o interagire.

Questa esperienza ti dà davvero un plus nella vita.

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Malaga: la vacanza che non ti aspetti

Siamo andati a visitare di persona la struttura di Malaga dove alloggeranno i nostri ragazzi e abbiamo scoperto che...

Da oltre quarant’anni la priorità di Tourservice è offrire ai giovani viaggiatori vacanze studio di alta qualità. Ma come garantiamo questa qualità, tra decine di strutture proposte ogni anno? Semplice: andando a vedere di persona.

Prima di proporre un pacchetto visitiamo le destinazioni, dormiamo nelle stanze destinate ai ragazzi, utilizziamo mense, bistrot, e catering che proponiamo ai clienti, visitiamo le scuole di lingua e ne verifichiamo certificazioni e accreditamenti. Prima di essere rese disponibili, le nostre vacanze studio vengono vagliate minuziosamente: solo una volta superato il nostro attento esame, le proposte compaiono sul nostro sito e nei nostri cataloghi, pronte per voi.

Nei giorni scorsi Marinella Garofalo, la nostra direttrice generale e Alice Marchi, la nostra responsabile del prodotto estero sono volate a Malaga per toccare con mano le opzioni che forniamo sulla splendida Costa del Sol. E sono tornate molto soddisfatte: le vacanze studio sono state approvate e ora sono disponibili sul sito. Siete pronti a vivere un’esperienza spagnola al 100%?

Partiamo dalla location.

Perché scegliere Malaga?

Forse meno nota al pubblico italiano rispetto a Barcellona e a Valencia, Malaga è la quinta città spagnola per numero di abitanti: cosmopolita, vivace e molto in voga tra i turisti internazionali. Si trova nella parte meridionale della Costa del Sol, bagnata dal Mediterraneo e protetta dalle montagne: questa combinazione propizia la rende una enclave naturale dal clima gradevolissimo. Pensa che le ore di sole in un anno sono ben 2.901!

Non solo: il patrimonio naturale ed ecologico è ricchissimo di specie animali e vegetali.

Malaga vanta anche un patrimonio culturale molto interessante, grazie ai suoi tremila anni di storia: qui vi si trovano resti fenici, romani, islamici, rinascimentali, oltre al museo Picasso. Situato nel Palazzo Buenavista nel cuore del centro storico, è stato fondato nel 2003 e ospita una vasta collezione di opere del celebre pittore nato in questa città. Le oltre duecento opere del museo rappresentano un viaggio attraverso le diverse fasi della carriera artistica di Picasso, fornendo una prospettiva unica sulla sua evoluzione stilistica e creativa.

“A livello culturale, Malaga non ha niente da invidiare alle altre grandi città spagnole”, ci ha spiegato Marinella, la nostra direttrice, dopo la visita. “Ma quello che ci ha colpito e ci ha spinto a sceglierla come meta delle nostre vacanze studio, sono pulizia, sicurezza e alta qualità della vita. I luoghi di ritrovo sono tantissimi, e il tipo di turismo che Malaga riesce ad attirare è quello che piace a noi. E anche l’offerta gastronomica è molto interessante. Nei chiringuitos che costeggiano tutto il lungomare è possibile assaggiare il meglio della cucina spagnola, tra cui l’espeto, il pesce grigliato sul momento: una vera delizia”.

La tradizione gastronomica malaguena incarna bene il mood socievole e ospitale della città, offrendo opportunità per socializzare e condividere momenti di vero relax e piacere.

malaga vacanze studio

In quale quartiere alloggiare a Malaga?

“Per i nostri studenti abbiamo scelto il quartiere Teatinos, dove ci sono le strutture più adatte alle attività che proponiamo”, continua Marinella. “È inoltre pieno di servizi, parchi e luoghi di ritrovo per studenti”.
Il quartiere è situato nell’estrema parte occidentale della città, nei pressi dell’Università. Non stupisce che sia pieno di giovani in tutte le stagioni! È una zona residenziale che offre una vasta gamma di servizi, tra cui negozi, bar, ristoranti e una vita notturna dinamica e sicura. Inoltre è ben servito dai mezzi pubblici e i collegamenti con i punti nevralgici della città sono frequenti ed efficienti.

Vacanze studio a Malaga

Le vacanze studio Tourservice offrono un pacchetto davvero all inclusive, senza costi nascosti. Controlla le caratteristiche dei singoli pacchetti (uno dedicato agli studenti delle scuole superiori e uno riservato ai maggiorenni) per sapere che cosa comprendono. Non prevediamo spese extra scritte in piccolo sul contratto, ma un prezzo base tra i più convenienti sul mercato, a cui puoi aggiungere alcune personalizzazioni (come città di partenza diversa da quelle a catalogo, dieta speciale, pagamento a rate). Una volta confezionato il tuo pacchetto personale, non avrai sorprese. Offriamo anche la possibilità di partire da molte città in tutta Italia, e offriamo ricchi pacchetti escursionistici.

I nostri corsi di lingua in Spagna prevedono la scelta tra inglese e spagnolo. Entrambi i corsi sono gestiti da scuole accreditate: l’ente che accredita i corsi di spagnolo è Instituto Cervantes, mentre il Cambridge accredita i corsi di inglese.

Sei un principiante? Non ti preoccupare: il corso sarà modulato sulle tue competenze linguistiche ed è un’ottima occasione per imparare una nuova lingua.

E la residenza universitaria?

“Siamo molto soddisfatte della struttura scelta, è una tra le migliori della città”, spiega Marinella. “Il Resa Campus è una struttura contemporanea e funzionale, perfetta per gli studenti. Ci siamo letteralmente innamorate del quartiere: è facile spostarsi ed è comoda da vivere perché è letteralmente pieno di servizi e luoghi di ritrovo. In più, al Campus, c’è una piscina, una mensa e molti spazi dove socializzare e rilassarsi”.

Resa è la più grande rete di residenze per studenti in Spagna e dal 1992 ogni anno accoglie undicimila presenze annue in quaranta residenze universitarie in ventuno città.

Insomma, siamo veramente soddisfatti dei pacchetti che abbiamo creato per gli studenti che viaggeranno a Malaga! E la comodità dei servizi non è tutto: è previsto infatti un pacchetto escursionistico che mette insieme relax in spiaggia, visite culturali di alcune delle città più belle dell’Andalusia e immersione nella cultura spagnola, tra flamenco e workshop di cucina.

Trovi qui tutti i dettagli della proposta Resa Campus 14+ e qui tutti i dettagli sulla proposta 18+

malaga

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Anno in Irlanda: intervista a Cassandra

“A chi vorrebbe partire per un anno all’estero consiglio di buttarsi, buttarsi sempre. Per non avere rimpianti.”

Cassandra ha solo diciassette anni eppure sta già facendo un’esperienza di vita autonoma, fuori dalla casa dei genitori. Ha infatti scelto di passare il suo quarto anno di liceo scientifico in una scuola irlandese. Si chiama Exchange Year, o High School Program, ed è un’opportunità che permette di cambiare Paese per un trimestre, un semestre o un intero anno accademico senza perdere l’anno scolastico in Italia. Un’esperienza pazzesca che moltissimi vorrebbero fare: una vita completamente nuova, solo per un periodo. Il tutto naturalmente nella totale sicurezza e protezione: rivolgersi a un’agenzia specializzata significa che in questo impegnativo progetto niente viene lasciato al caso, dalla selezione della famiglia ospitante, alle procedure per accedere alla nuova scuola, dai test attitudinali e linguistici che guidano la scelta, alla logistica riguardante voli, trasporti, visti, assicurazione.

Cassandra ora vive a Thurles, una cittadina irlandese nella verdissima contea di Tipperary, e sta facendo un’esperienza 100% irish. Ci ha chiesto espressamente di rimandarla a casa il più tardi possibile! È partita a settembre scorso e farà un intero anno accademico: l’abbiamo intervistata per voi a metà del suo percorso, anche se naturalmente la sentiamo regolarmente.

cassandra high school program irlanda

Ciao Cassandra, come stai?

Ti dico solo che speravo che quest’esperienza andasse bene, ma non mi aspettavo che sarebbe andata tanto bene.

Vediamo che indossi la divisa scolastica, ti sei adattata bene a questa novità?

L’estetica della divisa non mi fa impazzire, ma per certi versi facilita le cose: siamo tutti uguali, non ci sono differenze tra noi.

Come si svolge la tua giornata tipo?

Frequento la quarta superiore in Italia, che qui in Irlanda è il quinto anno di sei.

La mattina mi sveglio alle 7.20, mentre in Italia dovevo alzarmi alle 6, 6.30 massimo. La scuola qui inizia alle 8.50. il lunedì e il martedì esco alle 16 e gli altri giorni alle 15.20. Il sabato niente scuola. Mi piace l’idea di stare più a scuola durante la settimana, però per meno giorni.

Dicevo, mi sveglio, faccio colazione e parto verso le 8.10, quando la nostra mamma ospitante porta a scuola me e la ragazza svizzera che vive con noi. Noi frequentiamo la stessa scuola e siamo entrambe al quinto anno, la mamma ospitante lavora alla scuola accanto alla nostra come insegnante quindi riesce anche a portarci a casa all’uscita di scuola. La casa dista circa 20 minuti di auto. Abitiamo nel verde, di fronte a un bosco e il figlio della mia famiglia ospitante ha un maneggio! Quasi tutti i giorni ho la possibilità di fare una passeggiata a cavallo per campi immensi. Quando torno a casa, faccio la doccia, i compiti e poi si cena tutti assieme. Dopo cena a volte andiamo a dormire, altre suoniamo la chitarra e cantiamo o giochiamo a carte. Una situazione praticamente idilliaca.

Che differenza c’è tra la tua nuova scuola e quella italiana? Quale sistema preferisci?

In Italia frequento il liceo scientifico, così qui ho scelto tra le materie opzionali le stesse che studio in Italia, per non rimanere indietro. Il livello è più alto di quello che mi aspettavo. Qui si fanno molti test nel corso dell’anno ma i voti non vanno tutti in pagella né fanno media: ti servono per capire a che livello sei per gli esami di fine anno. Questo mi rende molto tranquilla rispetto allo studio: sto acquisendo una metodologia di apprendimento diversa da quella che conoscevo.

A inizio anno si scelgono le materie che si vogliono seguire; per alcune materie, ad esempio inglese e matematica, si può scegliere anche quale livello seguire. Una volta deciso il piano di studi ti viene assegnata una tabella con tutte le classi che frequenterai. Infatti in Irlanda sei tu che ti sposti per le varie classi e non i professori. Non hai una classe fissa, ogni ora cambi i compagni di classe.

In questo modo conosci molta più gente, però questo significa che è anche più difficile approfondire le amicizie. Se conosci una persona con cui leghi particolarmente, magari la vedi solo un’ora a settimana. Spostarsi da un’aula all’altra ti permette di responsabilizzarti attivamente e anche di prenderti due minuti di pausa, per respirare. In Italia non ti fermi mai, a parte per l’intervallo. Però non saprei scegliere tra i due sistemi, ci sono pro e contro da entrambe le parti. Però le regole scolastiche in Irlanda sono più rigide, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia.

Spiegaci meglio.

A scuola non si possono usare strumenti tecnologici senza permesso. Se vieni beccato con un cellulare, vieni mandato dalla preside e ti viene requisito, e nessuno rischia tanto. Dovresti lasciare il cellulare a casa, ma se per caso capita che lo porti con te, devi lasciarlo in un’apposita tasca all’interno della scuola e non puoi comunque usarlo, neanche in cortile. Questo approccio è utile perché in classe non ti distrai e durante le pause sei “costretto” a socializzare.

Hai avuto qualche difficoltà ad adattarti, all’inizio?

Ora sembra tutto rose e fiori, ma bisogna dire che in Irlanda non ho vissuto grossi shock culturali. Solo gli orari sono un po’ diversi…qui per esempio si va a letto prima, entro le 22.30. In alcune famiglie si cena alle 17 o alle 18, mentre nella mia famiglia per fortuna si cena alle 19.

Anche parlare sempre inglese all’inizio è stato un po’ scioccante: l’accento irlandese non è proprio identico a quello che conoscevo. Appena sono arrivata all’aeroporto, ho faticato persino a comprendere il “welcome” della mia nuova famiglia. Per il resto, ci si abitua a tutto, anche al cibo irlandese. Se a volte voglio mangiare un piatto di pasta, chiedo e posso cucinarmelo.

Che rapporto hai con la tua scuola italiana?

A volte sento la coordinatrice; le ho scritto soprattutto all’inizio dell’anno, quando mi servivano dei documenti. Inoltre sono iscritta ai gruppi classroom: quando viene caricato del materiale e affrontati dei nuovi argomenti vedo tutto. Sto cercando di mantenere i rapporti anche con i professori e i compagni.

Che cosa consigli a chi vuole fare la tua stessa esperienza? Che cosa avresti voluto sentirti dire prima di partire?

Consiglio di buttarsi, non aver paura. E di provare tutto quello che si può, perché il tempo vola. Io sono a metà della mia esperienza e mi sembra di essere partita ieri. Spero di aver fatto tutto quello che potevo fare. Non voglio tornare con rimpianti.

I tuoi genitori come stanno vivendo questo momento? Alcuni genitori ci dicono che i ragazzi partono bambini o bambine e tornano uomini o donne.

Bè, certo, si cambia. Mia mamma prima che partissi era preoccupata, non se la sentiva di lasciarmi andare via per un anno intero. Ora mi sentono felice e loro sono felici, parlano a tutti della mia esperienza e le preoccupazioni sono svanite. Ho una famiglia ospitante che dà sicurezza anche a mia mamma. Che comunque è sempre mia mamma: un po’ mi mancherà sempre e io le mancherò sempre.

Perché hai deciso di partire?

Appena ho scoperto che esisteva questa opportunità, ho deciso che la dovevo assolutamente fare e nessuno mi avrebbe fermato. Ero affascinata dall’idea di provare una nuova esperienza completamente da sola, di lasciate il mio spazio sicuro per affrontare il mondo e vivere nuove esperienze. In più mi piaceva l’idea di imparare a parlare inglese in modo fluido. Ho insistito parecchio per poterlo fare e sono felice di averlo fatto. Vorrei tornare a casa il più tardi possibile. Se ci credi, puoi farlo.

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